16.01.2013

E’ stata riconosciuta la legittimità del licenziamento di un autista che utilizzava l’automezzo per fini personali ed aveva avuto gravi comportamenti di insubordinazione verso l’impresa datrice di lavoro.

L’autista aveva chiesto il reintegro nel posto di lavoro, ma il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, con sentenza 80 2013, ha ritenuto che il suo comportamento con aggressioni verbali, minaccia e insubordinazioni “appare di per sè sufficiente a ledere il vincolo fiduciario” tra lavoratore e datore di lavoro.