25.10.2021

La recente sentenza Corte di Giustizia UE del 9 settembre 2021 impone un approfondimento sul tema del Cronotachigrafo.

La  questione è in merito alle sanzioni emesse per irregolarità sull’uso del cronotachigrafo, per quanto riguarda l’impossibilità per gli organi di controllo di uno Stato membro di sanzionare un’infrazione commessa da un autista nel territorio di un altro Stato (comunitario o no).

In altri termini, si tratta di stabilire  “se l’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 561/2006 debba essere interpretato nel senso che osta a che le autorità competenti di uno Stato membro impongano una sanzione al conducente di un veicolo o a un’impresa di trasporto per un’infrazione al regolamento n. 3821/85 commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo ma accertata sul suo territorio e che non abbia già dato luogo a una sanzione”

Secondo la Corte giustizia Unione Europea Sez. V, Sent., 09/09/2021, n. 906/19: “l’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 561/2006 prevede che uno Stato membro possa consentire alle autorità competenti di infliggere una sanzione a un’impresa e/o a un conducente per un’infrazione constatata sul suo territorio e per la quale non sia già stata inflitta una sanzione, anche se tale infrazione è stata commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo, solo se l’infrazione è “in violazione del presente regolamento”. L’uso di queste ultime parole chiarisce quindi che questa disposizione riguarda esclusivamente le violazioni del regolamento n. 561/2006 e non quelle del regolamento n. 3821/85”.

Occorre sottolineare, come si legge nella motivazione della sentenza in considerazione, che “l’articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 561/2006 impone esplicitamente agli Stati membri di stabilire norme relative alle sanzioni in caso di violazione di tale regolamento “e” del regolamento n. 3821/85, e precisa parimenti, al paragrafo 4, che gli Stati membri devono garantire l’istituzione di un sistema proporzionato di sanzioni, che possono comprendere sanzioni pecuniarie, per le violazioni del regolamento n. 561/2006 “o” del regolamento n. 3821/85.

Tuttavia, il fatto che detto articolo 19 si riferisca, ai paragrafi 1 e 4, alle infrazioni dei regolamenti n. 561/2006 e 3821/85, mentre al paragrafo 2 si riferisce solo alle infrazioni del regolamento n. 561/2006, conferma che quest’ultimo paragrafo non può essere interpretato come riferito alle infrazioni del regolamento n. 3821/85. Ne consegue che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, le autorità competenti di uno Stato membro non possono comminare sanzioni per le infrazioni al regolamento n. 3821/85, accertate sul territorio di tale Stato membro ma commesse sul territorio di un altro Stato membro. Nella misura in cui questo aspetto della normativa dell’Unione vigente può avere effetti negativi sulle condizioni di lavoro dei conducenti e sulla sicurezza stradale, spetta al legislatore dell’Unione decidere se modificarle (v., per analogia, sentenza del 18 gennaio 2001, S.M.C. e a., C-297/99, EU:C:2001:37, punto 34).

Tale interpretazione è d’altronde l’unica che rispetta il principio di legalità dei reati e delle pene, sancito dall’articolo 49, paragrafo 1, prima frase, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, che impone alla legge di definire chiaramente i reati e le relative pene, condizione che è soddisfatta quando l’interessato può sapere, dal testo della disposizione pertinente e, se necessario, con l’aiuto dell’interpretazione di tale disposizione da parte del giudice, quali atti e omissioni comportano una responsabilità penale (v., in tal senso, sentenza del 20 dicembre 2017, V., C-102/16, EU:C:2017:1012, punto 51 e giurisprudenza ivi citata)”.

Con la precisazione che la deroga esplicita al principio di territorialità dell’azione penale, prevista dall’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 561/2006, non può che riferirsi solo alle disposizioni di quest’ultimo regolamento e non anche a quelle del regolamento n. 3821/85.

Alleghiamo la circolare del Ministero dell’Interno in materia di controllo della velocità dai dati del tachigrafo.