21.07.2021

Si commenta la recente sentenza di Cassazione civile sez. II – 21/07/2021, n. 20906 in merito a una opposizione avverso un verbale di contestazione della Polizia Stradale, per violazione della L. n. 298 del 1974, art. 46.

Si è giunti in Cassazione in quanto secondo il “ricorrente – trasgressore” nella sentenza di primo grado, confermata in appello, il Giudice di Pace avrebbe erroneamente ritenuto che, trattandosi non di una violazione del C.d.S., ma di violazione della L. n. 298 del 1974, la competenza fosse quella indicata dalla L. n. 689 del 1981, secondo cui il provvedimento, non essendo da subito titolo esecutivo, non poteva essere impugnato davanti al Giudice di Pace. Nella specie infatti il Giudice di Pace adito ha ritenuto inammissibile l’impugnazione con riferimento alla parte di provvedimento che ha irrogato la sanzione pecuniaria.

Sul punto, la Cassazione – premesso che il motivo fosse connotato da una certa genericità nella sua formulazione – lo ha inteso come rivolto a far valere l’immediata impugnabilità del provvedimento che ha irrogato la sanzione pecuniaria.

La L. n. 298 del 1974, art. 46, come mod. dal D.Lgs. n. 507 del 1999, nella parte che qui interessa, così dispone: “Fermo quanto previsto dall’art. 26 della presente legge, chiunque disponga l’esecuzione di trasporto di cose con autoveicoli o motoveicoli, senza licenza o senza autorizzazione oppure violando le condizioni o i limiti stabiliti nella licenza o nell’autorizzazione, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma… Si osservano le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285”.

Secondo la Cassazione si applica quindi, per richiamo, l’art. 214 C.d.S. che prevede il ricorso al Prefetto. Pertanto la Cassazione ha rigettato il ricorso.

Tuttavia, nella parte motiva della sentenza, la stessa Corte di Cassazione ha affermato che l’alternatività tra opposizione al Prefetto e ricorso all’A.G. sarebbe consentita ex art. 214 C.d.S., “quanto meno in ordine al “fermo”.

La sentenza è interessante in quanto ha dato adito da parte di alcuni a nuove e diverse interpretazioni in punto competenza per la violazione della L. n. 298 del 1974, secondo cui sarebbe in ogni ipotesi competente il Prefetto ex L. n. 689 del 1981, anche in caso di fermo, in quanto il provvedimento, non essendo da subito titolo esecutivo, non può essere impugnato davanti al Giudice di Pace.

Orbene, non appare condivisibile detta interpretazione in ogni ipotesi di violazione ex L. n. 298 del 1974, anche quando consegua la sanzione amministrativa del fermo del mezzo. In tal caso, infatti la legge sembra disporre diversamente in virtù del richiamo contenuto nella L. n. 298 del 1974, art. 46, all’art. 214 C.d.S. ai sensi del quale “quanto meno in ordine al “fermo“, il ricorso al prefetto a norma dell’art. 203 stesso codice, sarebbe proponibile, in alternativa, al ricorso al giudice di pace ai sensi dell’art. 205 C.d.S.

Detta interpretazione appare più in linea non soltanto alla lettera della legge come altresì confermato da Cass. 17028/07 nonchè da numerose altre pronunce di merito, ma anche al principio generale nel nostro ordinamento del ne bis in idemsecondo cui non è ammesso che l’autorità si pronunci due volte sulla stessa “cosa”, con l’alto rischio di pronunce contrastanti, se per la stessa violazione fosse competente il Prefetto per la sanzione amministrativa pecuniaria e il Giudice di Pace per il verbale di fermo.