19.10.2016

Una misura cautelare quale il fermo del mezzo di un’impresa di autotrasporto per una procedura che interessa l’autista e di cui l’impresa non è parte responsabile, va oltre le finalità del regolamento CE 561/2006 sul miglioramento delle condizioni sociali dei lavoratori e di sicurezza stradale ed è quindi contraria.

La Corte Europea si esprime nella controversia tra una società di autotrasporto e la Direzione generale delle dogane e delle imposte di una regione dell’Ungheria in merito al fermo di un camion, di proprietà della società e da questa gestito, per garantire il pagamento di un’ammenda inflitta al conducente di tale veicolo, il quale era all’epoca alle dipendenze di tale società.

La  Corte Europea dichiara  in sentenza  che “il regolamento (CE) n. 561/2006 ..omissis.. relativo all’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada ..omissis.. deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale la quale autorizzi, a titolo di provvedimento cautelare, il fermo di un veicolo appartenente a un’impresa di trasporto, nel caso in cui, da un lato, il conducente di tale veicolo, dipendente di tale impresa, ne fosse alla guida infrangendo le norme del regolamento (CEE) n. 3821/85 del Consiglio, del 20 dicembre 1985, relativo all’apparecchio di controllo nel settore dei trasporti su strada e, dall’altro, l’autorità nazionale competente non abbia fatto valere la responsabilità  di tale impresa, giacché tale provvedimento cautelare non risponde ai requisiti del principio di proporzionalità.”