12.09.2013

Il tema di responsabilità del vettore per dolo o colpa grave non trova posto nell’economia dell’art. 1693 c.c., che riguarda la generale responsabilità ex recepto, ma ad esso si applica la normale ripartizione degli oneri probatori, a carico di chi ha interesse a provare che la perdita della merce trasportata sia dipesa da dolo o colpa grave del vettore.

La sentenza n.20896 2013 della Sezione III della Cassazione Civile riguarda il ricorso presentato da AA.FF. che chiede di accertare la responsabilità della società convenuta per la perdita e il danneggiamento delle merci spedite con condanna della stessa al risarcimento dei danni per un valore  corrispondente al valore della merce perduta e agli elementi danneggiati, mentre il Tribunale e la Corte di Appello hanno riconosciuto solo un risarcimento quantitativo.

Nel caso la responsabilità del vettore è accertata e la prova che la perdita della merce sia dipesa da dolo o colpa grave del vettore è necessaria solo per superare i limiti del risarcimento previsti della L. 22 agosto 1985, n. 450, art. 1, n. 2, ed accedere al risarcimento pari al valore della mercè, di cui al n. 3 dello stesso articolo.

Di conseguenza deve essere applicato l’ordinario criterio di ripartizione dell’onere della prova, prova che incombe su chi invoca, nell’ambito di una responsabilità già accertata, che la perdita o avaria della mercè sia dipesa da dolo o colpa grave per ottenere un risarcimento in misura più elevata.